Dopo l’uscita nelle sale del Kolossal di Christopher Nolan, Odissea, sembra vi sia una rinascita dell’interesse verso il mondo classico e le sue opere. In particolare nelle librerie stiamo assistendo ad un fenomeno di rilettura dell’Odissea e di alcuni classici inerenti il mondo del mito da parte del grande pubblico.
Anche Nolan sicuramente ha letto l’Odissea, prima di cimentarsi nel suo film, ispirandosi nella regia non soltanto al testo omerico, ma anche ad altre opere disponibili sull’argomento. In particolare sono certa che nella parte del film dedicata al mito di Circe si sia di certo ispirato al testo “Circe” (2018), scritto da Madeline Miller, una grecista dell’Università di Yale, Connecticut.
Nel suo romanzo Miller ci offre una monografia del personaggio di Circe molto discordante dall’iconografia classica e dall’immaginario collettivo, così come lo possiamo trovare anche nelle iconiche raffigurazioni degli autori Pre Raffaelliti. Circe è qui molto simile al personaggio così come viene interpretato appunto nella pellicola di Nolan piuttosto che nel mito omerico: la Figlia del Sole non è più raffigurata nelle vesti di una dea ammaliante e seduttrice, colei riuscì a trattenere l’eroe Odisseo quasi un anno nella sua splendida Isola Eea.
Quello fra Odisseo e Circe è l’incontro di due reietti, di due esuli per diverso destino. Incontro tra la dea maga che per invidia trasformò la bellissima ninfa Scilla in un vorace mostro marino, meritando così come punizione il confino ad Eea e l’eroe omerico,”bello di fama e di sventura”, nel suo rocambolesco viaggio di ritorno verso Itaca. Fattucchiera dunque Circe dedita ad arti magiche di metamorfismo trasforma l’equipaggio di Odisseo in maiali, risparmiando solo l’eroe omerico per il suo ingegno.
Dall’incontro tra Circe e Odisseo fu inoltre generato Telegono, mitico fondatore futuro delle città di Tuscolo e di Preneste in Italia.
“Circe” di Miller è anche stato un testo apprezzato in chiave di parità di genere: il personaggio, diversamente dalla versione classica omerica, è una donna autonoma, libera e coraggiosa che non si sottomette mai al maschile pur restandovi costantemente in contatto.








